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LE DONNE DI SHAKESPEARE
 

DI MARCO PAOLI
 

ATTO UNICO
 

PERSONAGGI
 

LADY MACBETH
 

PUCK
 

OFELIA
 

DESDEMONA
 

CLEOPATRA
 

GIULIETTA
 

SHAKESPEARE



 

PRIMO ATTO

SCENA PRIMA

La vicenda si svolge in una villa. La scenografia è stilizzata. Pochi elementi caratterizzano lo stile che comunque deve richiamare uno stile tetro e vagamente sadico. Uno specchio, un tavolo al centro sul fondo, una cassapanca posta sotto il tavolo, una libreria che con un semplice movimento di scena diviene un letto.

Lo spettacolo inizia con una coreografia dove una donna (Lady Macbeth) danza con il manichino di un uomo.

 

LM

È sempre un piacere danzare con te…tu sai guidarmi, sai condurmi all'estasi…caro, caro Re, è così leggero il tuo passo…fammi girare, fammi girare ancora… "tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola, poi mi butti giù, poi mi butti giù come fossi una bambola" la tua forza mi inebria, mi sconvolge…non smettere, mio Re, non cambiare mai…solo tu sai condurre il gioco così, tu così forte, determinato…così meravigliosamente capace di donarmi felicità. Ogni donna dovrebbe poterti conoscere, avere con te attimi di intimità…per comprendere cosa sia un uomo…uno disposto a tutto per soddisfare la sua donna! Sangue! Sangue!(ride) Come dici? Sei stanco…come stanco, come ti permetti stupido pezzo di legno…chi ti da il permesso di fermarti! Tu brutta canna vuota, maledetto incapace, stupido omuncolo tremante…è inutile che tu pianga, sai dove andrai a finire! Hai sbagliato ancora…piccolo stupido uomo senza nerbo…adesso ti aspetta il buio…il buio che ti spaventa tanto…Re senza trono…senza midollo…al buio! Al buio, è inutile che tu pianga…vigliacco, incapace…ah! Le tue suppliche ti fanno apparire ai miei occhi ancora più miserabile! Strisci come una serpe…piagnucoli. Fai schifo! Zitto! Ho detto basta! Taci! (ride) Al buio! ( lo chiude in una specie di cassapanca, il vestito le rimane impigliato dentro alla scenografia, come se fosse trattenuto dal manichino) lasciami bestia! Lascia il vestito maledetto coglione! Un giorno o l'altro ti ucciderò…ti strapperò il cuore e me lo mangerò! Sangue! Sangue!(ride) Lascia ho detto!(da uno strattone e la parte inferiore del vestitole si stacca) il mio vestito! Che tu sia maledetto! (apre la cassapanca e stacca di netto la testa al manichino) Noooo! Povero mio Re! Perdonami(piange isterica) non volevo, io non volevo! Povero amore mio! La rabbia…è stata la rabbia! Non temere ora rimetterò a posto tutto…ecco vedi? Non ti ho fatto male? Tesoruccio mio…riposa adesso…domani sera avremo un altro ballo e voglio che tu sia in forma…voglio essere l'invidia di tutte le donne presenti alla festa…riposa adesso…Puck! Maledetto servo da due soldi dove diavolo sei? Omuncolo sordo! Nel bosco dove mangiavi radici ti dovevo lasciare! Puck brutto sgorbio dove sei! E' un'ora che ti chiamo! Che tu sia maledetto! Puuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuck!
 

PUCK

Milady ha per caso chiamato?


LM

(si toglie una scarpa e gliela tira, Puck si rifugia dietro una scena) Certo che ti ho chiamato, canaglia! Stupido di un maggiordomo, mi sono sgolata a forza di chiamarti!


PUCK

Perdoni Milady, non ho sentito, la musica…
 

LM

Che cosa hai da dire sulla musica…
 

PUCK

La musica? Perfetta, volevo far notare che…
 

LM

E' la preferita del signore tuo Re!


PUCK

Il volume…


LM

Come?


PUCK

No dico… il volume, era alto!
 

LM

Il volume? Che volume, non inventarti delle scuse, sei solo uno scansafatiche!
 

PUCK

Milady lo sa?


LM

Che cosa?
 

PUCK

Che si trova in mutande?
 

LM

(si toglie anche l'altra scarpa e gliela tira) Come ti permetti sgorbio! Una regina non gira mai in mutande.
 

PUCK

Non ho detto che voi girate in mutande, ho detto che voi vi trovate in mutande.
 

LM

(sottovoce) E' stato il Re. Danzavamo e…
 

PUCK

Capisco, ha avuto un moto di irrefrenabile desiderio e così…
 

LM

Ma dico sei pazzo! Il Re non desidera, il Re prende, hai dimenticato il suo nome? Macbeth, il grande Macbeth! E' stato un incidente…il Re…l'ho dovuto castigare ancora… si è voluto vendicare e mi ha strappato il vestito… ce l'ha lui, lì in gattabuia, prendilo e aiutami…svelto che hai da esitare! E ridammi la scarpa!
 

PUCK

Ecco Milady.
 

LM

(Fa l'atto di tirare nuovamente la scarpa al Maggiordomo che con un balzo si nasconde di nuovo) Smidollato! Hai paura di una scarpa in mano a una donna! (ride) Mi fai schifo. Vieni fuori e aiutami a rivestirmi, aspetto ospiti.


PUCK

A che ora arriverà la prima?


LM

Mille volte te l'ho ripetuto! Mille volte!
 

PUCK

Veramente…
 

LM

Non contraddirmi, vermiciattolo da due soldi, o ti faccio un buco in testa con il tacco di questa!(mostra la scarpa che ha ancora in mano)
 

PUCK

Ai vostri ordini Milady…come piace a voi Milady, ogni vostro desiderio è un ordine Milady.
 

LM

Milady, Milady, Milady si! Così mi piaci, servile e strisciante…niente mi provoca più piacere di vedere un uomo che striscia ai miei piedi…caro aiutami a vestirmi…se farai come ti dico stanotte, mentre il Re dormirà, potrai giocare con me…
 

PUCK

Che Dio me ne guardi….
 

LM

Come hai detto?
 

PUCK

Ho detto Milady, che muoio dal desiderio di giocare con voi.
 

LM

Quando parli con me devi tenere la voce alta! Animale che non sei altro! Brutto topo di fogna non azzardarti mai più a sussurrare in mia presenza. Avanti prendi l'abito e aiutami a indossarlo.
 

PUCK

Il Re ha di nuovo sbagliato qualcosa? (durante la scena seguente LM insisterà sulle esse e inviterà Puck a tacere con lunghissimi scccc. Che provocheranno in lui un irrefrenabile desiderio di orinare)
 

LM

Il Re non sbaglia… si confonde, il Re ha cose importanti da pensare…sccccccccc!
 

PUCK

Affari di stato…
 

LM

Scccc, top secret, ci sono spie ovunque. Microfoni. Cimici, occhi indiscreti scccc!
 

PUCK

Maledetti spioni, sono ovunque (apre la cassapanca e mentre LM non lo guarda orina)
 

LM

Dorme senza ritegno, ballavamo e mi ha detto che era stanco…capisci, stanco di ballare con me…ho dovuto castigarlo…sono la sua Regina, non ha il diritto di stancarsi…tu non ti stanchi mai quando danzi con me…tu sai farmi ballare…


PUCK

Milady è un grande onore per me poter ballare con voi, è per questo che…


LM

(lo prende per il collo) Zitto maledetto ratto! Vuoi rovinarmi? Vuoi che il mio Re sappia che danzo con la servitù! Maledetto rospo! Dovrò farti uccidere! Appena finirà il castigo del Re, gli chiederò di scannarti! (ride) Sangue! Sangue! Hai finito con la gonna?
 

PUCK

Un attimo Milady.
 

LM

Un attimo, un attimo…quando io chiedo se hai finito tu devi rispondere "si , Milady, ho finito Milady" allora hai finito?
 

PUCK

(Puck indispettito getta la gonna a terra) Si, Milady, ho finito Milady! (lei si muove e ancora in mutande va a specchiarsi)
 

LM

Questo abito non mi piace è troppo corto, non trovi anche tu Puck?
 

PUCK

In effetti…se Milady consente potremmo aggiungerci questo (raccoglie da terra la gonna e fa per rimetterla indosso a Lady Macbeth)…l'ho comperato giusto oggi 
 

LM

Fa vedere. Si…si, può andare…anzi è perfetto…ah Puck mio caro…ogni tanto giustifichi il fatto che io ti paghi per stare al mio servizio…hai gusto…hai un gran bel senso estetico.


PUCK

Non sono degno di tanto Milady.
 

LM

Non azzardarti a contraddirmi! Non lo fare mai! Piccolo schifoso ingrato! Se dico una cosa è quella! In ginocchio! (aprendo la cassapanca) Signore, il nostro servo si è meritato venti frustate ben assestate…quando sarà finita la tua punizione questa è la prima cosa da fare! Sangue! Sangue! (esce)

 

PUCK

Avete visto che roba…si dice a volte di quelli come lei "non era così, deve essere successo qualcosa" lei no, lei così c'è sempre stata…il Re, grand'uomo… geniale, ricco e generoso…fino a che non l'ha incontrata…a lei niente basta…di più…di più. E lui pur di soddisfarla si è macchiato di crimini orribili…cattiva, pazza da legare…ma il suo odio ha un obbiettivo. Ce l'ha con un solo uomo…una specie di creatore, un genio dice…anch'io, dice lei, sono stato creato da lui…ma non lo so…non so di esserlo, dice lei. Bella, bellissima…crudele…sensuale e cattiva…pazza! In questi giorni è euforica, sta preparando qualcosa, io la conosco, qualcosa bolle in pentola.…(entra LM ha dei fiori in mano)
 

LM

Dove sei roditore (ride) Fiori! Fiori! Li voglio ovunque…prendi e sistemali…oggi è un giorno stupendo…il sole, ah il sole sulla pelle! (apre la cassapanca) Sono stata baciata dal sole caro reuccio…hai capito? Il sole m'ha baciata… ovunque, e io mi sono lasciata fare. Non sei geloso! La gelosia è il fuoco dell'amore…se non sei geloso allora non mi ami…sarai punito anche per questo! Schifoso vigliacco, qualsiasi uomo sarebbe geloso di una donna come me, lui no, il grand'uomo non si ingelosisce…troppo basso. Hai finito?

 

PUCK

(getta via i fiori che ha ancora in mano) Si Milady ho finito Milady. Vi piace come ho sistemato?
 

LM

(si avvicina lentamente a Puck sorridendo, e poi improvvisamente urlando) Fa schifo! Schifo, è tutto da rifare. Tutto io debbo fare, tutto io (getta a terra tutti i fiori e si mette a riordinarli da sola, li rimette esattamente nello stesso modo di prima) questi qua, questi così… e questi insieme in questo punto, guarda dove avevi messo questi, nessuno li avrebbe mai visti li, incapace parassita. Vedi che meravigliosa disposizione? Imparerai mai…ti entrerà mai in testa un minimo di senso estetico?


PUCK

Non sarò mai come voi Milady.


LM

Nessuno è come me…oggi sono felice…oggi accadrà qualcosa di importante…Puck dolce amico mio vieni sulle mie ginocchia voglio parlarti…sai amore…sto aspettando questo momento da secoli(piange) io non volevo essere così, avevo altre idee, sarei voluta essere dolce, sensibile…e invece no, invece lui ha voluto che io fossi così…aveva bisogno che io fossi così…sono cattiva vero amore mio?
 

PUCK

No, voi non lo siete.


LM

(violenta lo scaraventa via dalle sue ginocchia) Non sopporto i bugiardi! Vieni qua, baciami i piedi servo bugiardo! Dimmi come sono…avanti dimmi quello che pensi di me!

 

PUCK

Con il vostro permesso signora, siete la più grossa vipera che il mondo abbia visto strisciare!

 

LM

Sì!
 

PUCK

Una bastarda schifosa…una sadica!

 

LM

Sì!
 

PUCK

Una pazza, paranoica, schizzoide,
 

LM

Sì!
 

PUCK

Un'assassina criminale, una maledetta baldracca! Un rifiuto del mondo, un escremento dell'umanità!


LM

Adesso basta! Vattene, mi hai annoiato. Vattene servo! Omuncolo inutile(Puck esce) mi sembra tutto a posto, che bello ospitare persone…oggi sarò una perfetta padrona di casa…il fine giustifica i mezzi…chi lo diceva? (aprendo la cassa panca) Rispondi quando ti faccio una domanda! Chi diceva il fine giustifica i mezzi? Machiavelli…grande grandissimo uomo…c'è chi dice che lui questa frase non l'abbia mai pronunciata…studiosi moderni…gente invidiosa…banale. Ah come amo l'intelligenza! Oggi sarà un gran giorno! Il giorno dei giorni! Ah come è bello essere me!


BUIO


 

SCENA SECONDA
 

Cambio scena. Entra Ofelia, in mano una borsa ed un cestino da gatti.
 

OFELIA

È' permesso? C'è nessuno? C'è nessuno?


PUCK

(entrando) Ci sarei io!
 

OFELIA

Ahhhhh…
 

PUCK

(impaurito) ahhhhh!


OFELIA

Ahhhhh!


PUCK

Ohhhhhh! Eh!
 

OFELIA

E lei chi è?

 

PUCK

Il maggiordomo, cameriere fatoctum, della casa, con chi ho il piacere di interloquire?


OFELIA

Mi chiamo Ofelia Turchese. (indicando il cestino del gatto) e lui è Turchino.
 

PUCK

Bello!
 

OFELIA

Cosa?
 

PUCK

Il turchino, ehm il turchese… il colore insomma… mi piace, mi ricorda il colore dei mari del sud, l'acqua di quei mari.


OFELIA

Io odio l'acqua. Mi fa paura…
 

PUCK

Ecco…Capisco…Piacere io sono Puck…ora che ci penso, Puck e basta.
 

OFELIA

Come sarebbe, scusi?
 

PUCK

Sarebbe che mi sono e mi hanno chiamato solo e sempre Puck…bè alle volte anche topo di fogna, ratto, omuncolo schifoso, parassita, sgorbio, insetto, ma questa è un'altra storia.
 

OFELIA

Non capisco.
 

PUCK

Non importa, stavo scherzando. Mi dia quella roba che la sistemo nella sua camera.
 

OFELIA

Ma no lasci, faccio da sola.
 

PUCK

Lasci fare a me, sono qua per questo. (prende la roba e esce, Ofelia resta sola sulla scena si guarda intorno curiosa. Cambio improvviso di luce)
 

VOCE

La bella Ofelia…


OFELIA

Chi è? chi c'è qua?
 

VOCE

Scccc, non aver paura, bella Ofelia, segui il flusso del ricordo, scccc, calma, ascolta, bella Ofelia, nelle tue preghiere, ninfa intercedi per me peccatore…
 

OFELIA

Io….io non capisco chi sei?


VOCE

Un amico…bella Ofelia, nelle tue preghiere, ninfa, intercedi per me peccatore.
 

OFELIA

Mio buon signore, come è stato vostro onore tutto questo tempo?
 

VOCE

Vi ringrazio umilmente, bene, bene, bene.
 

OFELIA

Signore, i vostri ricordi, desidero renderveli da tempo.


VOCE

No. Io non vi diedi mai niente. Siete bella, si voi siete onesta e bella non lasciate che la vostra onestà discorra con la vostra bellezza…
 

OFELIA

Potrebbe la bellezza aver miglior commercio che con l'onestà?


VOCE

Sì, oh si, può. Ha più potere la bellezza di cambiare l'onestà di quanto non abbia l'onesta di tradurre la bellezza a sua somiglianza. Una volta vi amai… (entra non vista LM, seguita da Puck)
 

OFELIA

Almeno così mi faceste credere.


VOCE

Credermi non dovevate, io non vi amavo…


OFELIA

Fui dunque da voi ingannata?
 

VOCE

Va in convento, io sono passabilmente onesto, ma ho dei vizi tali , che sarebbe meglio se mia madre non mi avesse partorito, ambizioso, vendicativo, orgoglioso. Siamo tutti della stessa razza. Non credete a nessuno. Va per la tua strada, va in convento!
 

OFELIA

Potenze del cielo aiutatelo! Ridategli il senno! (cambio luce)
 

 

SCENA TERZA
 

LM

Strani questi uomini non è vero?


OFELIA

Come, che dite?


LM

Dicevo che gli uomini sono strani, alle volte.


PUCK

Invece le donne…


LM

Taci rospo! E' un immenso piacere avervi come mia ospite, prego che avete, siete pallida, vi sentite forse male? Svelto, porgi una sedia alla splendida fanciulla!


OFELIA

No, grazie, è solo che…c'era qualcuno prima qua, mi ha parlato…


LM

Non fate caso alle stranezze di Puck, non è cattivo, è un burlone, mille volte ho avuto intenzione di liberarmene, il fatto è che io mi affeziono.
 

OFELIA

Non era lui, una voce… ho sentito una voce, diceva cose strane…


LM

Sarete stanca, il viaggio è stato lungo. In mezzo a tutta questa confusione non ci siamo neanche presentate. Piacere il mio nome è Lady Macbeth è ho il piacere di ospitarla nella mia modesta dimora.


OFELIA

Lady Macbeth?


LM

Si, il mio nome da vedova.


OFELIA

Strano mi ricorda qualcosa…un vago ricordo, come un lampo… di vissuto.


LM

Puck, servi del tè alla nostra ospite, (Puck esce) il viaggio mia cara…deve essere a causa della stanchezza, un buon tè la rimetterà in sesto…posso darle del tu?


OFELIA

Certo che puoi.


LM

Ho chiesto se io posso darti del tu, preferirei che tu continuassi a darmi del lei.


OFELIA

Scusatemi…posso sapere a che devo questo invito?


LM

È una festa Ofelia, una grande festa, alla quale tu non puoi mancare. Posso chiederti perché hai accettato?


OFELIA

Sono curiosa, un invito al buio, via computer…un invito originale, non mi era mai successo…e poi quei riferimenti alla mia vita privata…pochi conoscono le cose di me che erano scritte sull'invito.


LM

Mia cara amica, tu non hai un'idea di quanti conoscano quelle cose, non ne hai la più pallida idea.


OFELIA

Ma…


PUCK

(entrando) Il tè è pronto, mi sono permesso di portare anche qualcosa da mangiare.


LM

Sempre perfetto il nostro caro Puck (a lui) verme schifoso, erano per dopo, ti farò frustare a sangue per questo! (Puck esce, a Ofelia) Prego assaggia, sono squisite.


OFELIA

Come ha detto?


LM

Ho detto di assaggiare questi dolci, sono squisiti.


OFELIA

No, intendevo chiedere cosa ha detto a Puck.


LM

Una cosa privata, mia cara, ammiro la tua curiosità, mi piace meno la tua indiscrezione.


OFELIA

Non volevo essere indiscreta


LM

Allora non esserlo, è una questione di sensibilità. Mia cara amica, so che può parerti strano ma se io fossi in te lascerei perdere quella storia che ti opprime così tanto.


OFELIA

Che storia, a cosa si riferisce?


LM

Ah!… ha capito benissimo, quell'uomo, lascialo perdere non fa per te.


OFELIA

Non capisco.


LM

Finirà male se continuerai ad assecondare le sue stranezze, lascia perdere, c'è di meglio in giro.


OFELIA

Adesso è lei ad essere indiscreta, signora, non so chi le ha raccontato i fatti miei, ma se è possibile vorrei non stare qui a discuterne con un' estranea.


LM

Che bel carattere…quel bastardo aveva un gran talento nel creare i suoi personaggi. Ofelia, io non ti sono estranea, ti conosco, tu conosci me, proveniamo da un posto comune…se avrai il coraggio di seguirmi scoprirai cose di te che non immagini neppure


PUCK

(entrando) Chiedo umilmente scusa, ma credo che sia arrivata un'altra ospite, sono a chiedervi come mi devo comportare.


LM

Cara andiamocene in un'altra stanza, lasciamo che sia Puck a ricevere l'ospite, desidero che anche lei rimanga avvolta ancora un po’ nel mistero. Vieni amica mia, fidati di me.(escono)


PUCK

Maledettamente affascinante non trovate? È fatta così, una grande attrice…ti incanta, e così anche lui ci è cascato, con tutti e due i piedi, questo è il risultato (apre la cassapanca) povero signore, che brutta fine…chissà cosa starà tramando…canta la mattina appena sveglia…ho paura quando lei si sveglia cantando (tira fuori il manichino) dovevi stare in guardia, ti sei fatti infinocchiare, come hai fatto a non accorgertene, ti sei scavato la fossa con le tue mani, povero caro amico (abbraccia il manichino in quel mentre entra un altro personaggio)


DESDEMONA

Ehm…disturbo per caso?
 

PUCK

(piangendo) sì!
 

DESDEMONA

Disturbo per caso?


PUCK

(Al manichino) Ecco vedi che razza di figure mi fai fare? Chissà cosa penserà la nostra giovane amica! Piacere io sono Puck maggiordomo, cameriere fatoctum della casa, con chi ho il piacere di conferire?


DESDEMONA

Mi chiamo Desdemona Carminio, è lei che mi ha mandato l'invito per la festa?


PUCK

Un invito?


DESDEMONA

(lo guarda perplessa) si, l'invito, la I-mail.


PUCK

La che?


DESDEMONA

La i-mail… i mail


PUCK

Ahhhhh… la i, i, mai…la i-male… se posso permettermi, dove?


DESDEMONA

Dove cosa?


PUCK

Con il vostro permesso, dove ha male?


DESDEMONA

Ma che male e male, la I-mail, posta elettrronica…internet…il computer.


PUCK

Ahhhhh, il computer ha il male! Fino a tre o quattro giorni fa non sapevo nemmeno come fare ad accenderlo…figuriamoci se sapevo che stava male…no, non sono stato io, è opera della padrona di casa, la mia padrona.


DESDEMONA

La padrona…quindi tu sei un servo.


PUCK

Sono il maggiordomo.


DESDEMONA

Solo i servi hanno i padroni…ma da che pianeta vieni?


PUCK

Dal pianeta della carta stampata…sono un'opera di fantasia, un po’ tutti lo siamo in realtà…ma questa è un'altra storia…
 

DESDEMONA

Mi ha colpito quell'invito, tramite posta elettronica… mi hanno sconvolta tutti quei riferimenti personali che conteneva…strano, davvero strano.


PUCK

La padrona…ehm volevo dire la principale… insomma la signora, si informa sempre prima di organizzare delle serate.


DESDEMONA

Deve ricorrere a detective molto abili.


PUCK

Legge molto, lei dice che ricorrendo ai classici si riesce a sapere quasi tutto di tutti.


DESDEMONA

Una idea bizzarra.


PUCK

Tutto quello che riguarda il boss…pardon…la signora, è a dir poco bizzarro.


DESDEMONA

Sono curiosa di conoscerla.


PUCK

Se permette vado a riannunciarla alla…pad…alla sign…al comand…insomma alla mia datrice…a quella là.


DESDEMONA

Perché mi deve riannunciare?


PUCK

Ho detto ri-annunciare? Mi perdoni, intendevo dire vado a a-nnunciarla. Con permesso.


DESDEMONA

Che strano soggetto…e che strana situazione. L'invito, questo posto, è tutto molto strano e molto sensuale… (cambio luce improvviso)


VOCE

Come è difficile fingere!
 

DESDEMONA

Maggiordomo! Chi è…?


VOCE

Come stai Desdemona?


DESDEMONA

Come? Non…capisco, io…io…sto bene mio signore.


VOCE

Dammi la mano. Hai la mano umida signora mia, calda e umida…indizio di un cuore esuberante, generoso. Questa mano ha bisogno di rinunce preghiere e mortificazioni. C'è un diavoletto focoso qua dentro, in continua ribellione…una mano buona del resto leale.


DESDEMONA

Puoi ben dirlo, è con questa mano che ti ho fatto dono del mio cuore.


VOCE

Una mano generosa. Una volta erano i cuori a dare la mano, i tempi son cambiati.


DESDEMONA

Non so cosa dirti a proposito, ma dimmi piuttosto, la tua promessa…
 

VOCE

Che promessa?


DESDEMONA

Ho mandato a dire a Cassio di venire a parlare con te… (entra LM seguita da Ofelia e Puck, prende la mano di Desdemona che sembra in trance)


VOCE

Cassio!!


DESDEMONA

Cassio…


LM

Mia giovane amica, deve essere forte la sua attrazione per questo Cassio, se ne parla da sola in una stanza di un posto sconosciuto.
 

DESDEMONA

Come dice?


LM

Cara, stava parlando di un uomo, qua tutta sola soletta, ha detto anche il nome era…era, come ha detto che si chiamava Puck?


PUCK

Ha detto Ca…Ca…Ca…come caz…


OFELIA

(interviene) Cassio, ha detto Cassio.


PUCK

Ecco si appunto, Cassio, l'avevo qua, sulla punta della lingua.


DESDEMONA

Cassio? Un nome strano, antico…


PUCK

Un nome del Cassio…


DESDEMONA

No!


PUCK

E come no, Cassio è un nome del Cassio…non s'è mai sentito, Cassio… (Lady Macbeth fa l'atto di tirare l'orecchio a Puck che cessa immediatamente di parlare)


LM

Come diceva?


DESDEMONA

Non conosco nessuno con questo nome.


LM

Ne è sicura? A volte le storie poco importanti hanno protagonisti di cui si scorda il nome. Le presento la signora Ofelia Turchese. Io mi chiamo Lady Macbeth.


DESDEMONA

Piacere, Desdemona Carminio… Lady Macbeth… un nome che conosco. L'ho già sentito, per caso si occupa di moda? (Puck ride di nascosto)


LM

(a parte) Divertente vero Puck, maledetto ramarro? (a lei) No, non mi occupo di moda, non faccio niente, ho avuto la fortuna di sposare un uomo ricco, la stessa fortuna me lo ha tolto di mezzo al momento giusto, ed io ho ereditato un impero, sa come è, i casi della vita. Le piace il posto?


DESDEMONA

Si, è molto bello, suggestivo.


LM

Deve esserlo se l'ha indotta a parlare da sola.


DESDEMONA

Prima qua c'era qualcuno, io non parlo da sola.


OFELIA

Allora è successo anche a te?


LM

Amiche, su via non avvaloriamo la tesi tutta maschile che noi donne sentiamo le voci. Il viaggio, la stanchezza, in questi casi gli uomini si tolgono le scarpe, si stravaccano su una poltrona e spesso si mettono a dormire…


DESDEMONA

Ma io ho sentito…


LM

Per cortesia finitela, siete giovani e belle, pensiamo a divertirci. Puck svelto, metti su un po’ di musica. Le nostre ospiti hanno bisogno di relax. E versa da bere…siamo solo all'inizio di questa storia, il bello ha da venire. (inizia una coreografia dove LM ballerà di volta in volta con le due giovani, incoraggiato da Desdemona anche Puck inizierà a danzare) Puck, che tu sia dannato! Cosa stai facendo! Sei un servo, queste fanciulle sono mie ospiti! Vattene prima che ti prenda a schiaffi! Impertinente!


PUCK

Ma milady, io non volevo è stata…


LM

Silenzio! Vattaene! (Puck esce) scusatelo, a volte si lascia andare, l'ho preso dalla strada, anzi a dire il vero l'ho trovato in un bosco, di tanto in tanto lo straccione che è in lui esce ancora fuori.


DESDEMONA

Signora, il vostro maggiordomo ha ragione, sono stata io a…


LM

Basta così, amica, lui sa come si deve comportare. Conosco la tua bontà d'animo, la tua, come vogliamo definirla? Espansività, si ecco direi proprio espansività, bellissima qualità, che però non di rado viene fraintesa.


DESDEMONA

Lei è sorprendente, cosa vuol dire con questo discorso?


LM

Desdemona, dammi retta, la gelosia è una brutta bestia, e lui è geloso, mostruosamente geloso, lascialo perdere, vattene lontano da lui…lo dico per il tuo bene.

 

DESDEMONA

Ma di cosa sta parlando?


LM

Sai benissimo a cosa mi riferisco. Sei giovane, l'amore, quello vero è in cerca di te, il tuo Cassio è vicino, ascolta il suo sapore, fatti cullare da lui.


DESDEMONA

Io non la capisco.


LM

Vattene da l'uomo che adesso soffoca la tua vita, lascialo prima che sia troppo tardi, io non ho il potere di cambiare il corso degli eventi.

 

OFELIA

Lei ha l'aria di sapere molte cose di noi, noi invece non conosciamo niente di lei, chi è, cosa vuole da noi, perché ci ha invitate qua? (entra Puck)


PUCK

Con permesso, credo siano arrivate le altre ospiti che Milady attendeva.


LM

Bene, benissimo, amiche debbo chiedervi di seguirmi, desidero che le nostre due amiche abbiano il tempo di ambientarsi da sole. Venite seguitemi. Puck falle entrare, e mi raccomando cerca di essere gentile con loro. (escono)


PUCK

…cerca di essere gentile con loro… per chi mi ha preso, io sono sempre gentile. Maledetta paranoica. Avete visto, è fatta così, le ha ingannate, ha cominciato a tessere la sua tela, e loro ci sono dentro fino al collo…povere, povere ragazze, non vorrei essere nei loro panni, e soprattutto non vorrei essere nei panni del suo vero nemico… il suo obbiettivo, che Dio abbia pietà di chi esce dalle grazie di quella donna.


GIULIETTA

Si può, è permesso?


PUCK

Gentile fanciulla, certo che è permesso, a una splendida creatura come voi tutto è permesso! (fa l'atto di baciarle la mano, entra un'altra donna che gli da una botta con la borsa) pardon, mi ero dimenticato…


CLEOPATRA

Cosa si era dimenticato?


PUCK

Che le ospiti erano due…
 

GIULIETTA

(guardandosi intorno) E' bello qua, bello e misterioso.


PUCK

Anche voi siete bella, bella e misteriosa, siete…


CLEOPATRA

Senti pinguino…


PUCK

(a Giulietta) Come mi ha chiamato?


GIULIETTA

Pinguino.


PUCK

Ah!


CLEOPATRA

Vedi di finirla di fare lo scemo con la mia amica, è troppo gentile e non sa difendersi, se proprio vuoi fare lo stronzo fallo con me.


PUCK

Eccone un'altra!


CLEOPATRA

Come hai detto?


PUCK

Ho detto, Milady… (Giulietta ride) che c'è da ridere scusi?


GIULIETTA

Come è che ha chiamato la mia amica?


PUCK

Milady…l'ho chiamata come quell'altra pazza…


CLEOPATRA

Milady, mi sta bene, uno come te deve chiamarmi proprio così. 


PUCK

Cos'ha uno come me, che non va ad una come lei?


CLEOPATRA

Niente, non hai niente, per questo mi devi portare rispetto.


GIULIETTA

Non essere cattiva con lui, fa solo il suo lavoro. Non ci siamo neanche presentati, io sono Giulietta, Giulietta Fucsia.


PUCK

Fucsia, tutta gente colorata oggi…Piacere io sono Puck, Maggiordomo, cameriere, factotum della villa.


CLEOPATRA

Cleopatra Argento, gli amici mi chiamano Cleo, tu non sei mio amico.


PUCK

(fra se) Ci avrei scommesso la testa, Argento roba di pregio. Signora Argenteria…


CLEOPATRA

Cleopatra, gnomo, Cleopatra Argento.


PUCK

E' un onore per me servire una donna affascinante e argentata come voi, (a tutte e due) ogni vostro desiderio sarà per me un ordine.


GIULIETTA

Senta, ci potrebbe spiegare cos'è questa storia dell'invito alla festa?


CLEOPATRA

Non mi era mai capitato un invito come questo, tramite posta elettronica…


PUCK

I mail.


CLEOPATRA

Prego? 


PUCK

Il termine più correntemente usato è i-mail, comprensibile a livello mondiale.


GIULIETTA

È un esperto?


PUCK

Direi un appassionato, i transistor mi eccitano.


CLEOPATRA

Giusto quelli…


PUCK

Non direi, anche le vulvole…ehm le bombol…le valvole, hanno su di me effetti straordinari.


GIULIETTA

Io invece sono una vera frana con il computer. Visto che debbo trattenermi un po’, potrebbe aiutarmi.


PUCK

È guasto, il computer voglio dire, si deve essere bruciata una resistenza.


CLEOPATRA

Non sapevo che i computer avessero resistenze.


PUCK

Si vede che non ne capisce, gli ultimi modelli ce l'hanno tutti, serve per resistere nel tempo, chiaro no? Ora se permettete vi debbo lasciare, la casa si sta popolando e io ho molte cose da fare…


CLEOPATRA

I computer hanno le resistenze per resistere nel tempo…io uno scemo così l'avevo ancora da incontrare, eppure ne ho conosciuti di soggetti da manicomio.


GIULIETTA

Questo posto mi mette addosso un strana sensazione, non capisco…


CLEOPATRA

Ecco che spunta fuori la Giulietta ipersensibile, spero solo che ci siano degli uomini interessanti, io mi annoio senza maschi da circuire (ride)


GIULIETTA

Sempre la stessa, non ti stanchi mai, io… (cambio Luce)


VOCE

Ti prego fallo ancora angelo di luce…


GIULIETTA

Come hai detto?


CLEOPATRA

Come?


VOCE

Parla, parla ancora angelo di luce, sei bella in questa notte, e mi sovrasti come un alato messaggero celeste.


GIULIETTA

Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre, rinuncia al tuo nome, e se non vuoi farlo basta che tu mi giuri d'essere innamorato di me ed io non sarò più una Capuleti…

 

VOCE

Cleopatra.

 

CLEOPATRA

Perché dovrei credere che siete mio e che mi siete fedele?


VOCE

Ti prendo in parola chiamami amore e non sarò più Romeo.


CLEOPATRA

No, non cercate scuse per questa vostra partenza…


VOCE

Mia regina….


GIULIETTA

Chi sei tu che protetto dalle tenebre sorprendi i miei segreti?


CLEOPATRA

Non vi credo, anche se con i vostri giuramenti fate tremare i troni degli Dei.


VOCE

Giulietta io ti giuro…


GIULIETTA

No non giurare, è troppo rapido, troppo improvviso, troppo simile ad un lampo….


CLEOPATRA

Ditemi solo addio e andatevene… (entra LM seguita da PUCK)


GIULIETTA

Addio, amore caro che un dolce riposo scenda nel tuo petto.


CLEOPATRA

Nessuna partenza allora, c'era l'eternità sulle nostre labbra, nessuna parte di noi era meschina, ci sentivamo divini…


LM

E lo siete ancora. (cambio luce)… divine, intendo, siete divine mie care ragazze. È un immenso piacere per me avervi qua.


GIULIETTA

Cosa è successo?


LM

Che intendi mia giovane e bellissima amica?


GIULIETTA

Qua è successo qualcosa… prima.


LM

(a Cleopatra) che vi è successo?


CLEOPATRA

Non so…ho sentito…come se qualcuno fosse qui.


GIULIETTA

Parlava con me e…


LM

(a Puck) hai sentito qualcosa di strano tu?


PUCK

Milady, no.


CLEOPATRA

No, prima che voi arrivaste.


LM

Amiche mie, Puck non vi ha mai lasciate, io sono arrivata adesso.


GIULIETTA

Lui se ne è andato prima ha detto che aveva molte cose da fare e…


LM

Puck, è vero che ti sei permesso di abbandonare le mie ospiti?


PUCK

Milady, no.


LM

Che vi dicevo, siete stanche, non è facile raggiungere questo posto, Puck chiama le altre ospiti, ragazze voglio farvi conoscere due ragazze straordinarie, credo che vi piaceranno molto.


CLEOPATRA

Ma…


LM

Prego accomodatevi, mettetevi a vostro agio, è bello avervi qua, sì, finalmente sono felice.


 

FINE PRIMO ATTO
 

 

SECONDO ATTO
 

STANZA DI GIULIETTA
 

GIULIETTA

(È a letto sguardo allucinato) Dimmi come sei venuto, i muri del giardino sono alti e difficili da scalare!


VOCE

Con le ali dell'amore scavalcai quelle mura, ciò che amore può amore osa e infonde coraggio nel cuore di chi ama! Non temo i tuoi parenti. (Puck fa capolino da dietro un mobile)


GIULIETTA

Ma se ti trovano qui ti uccidono!


VOCE

Vi son ben più alti pericoli in uno solo dei tuoi sguardi che nelle armi di un esercito di nemici! (Puck esce fuori con un libro in mano)


GIULIETTA

Chi ti ha condotto fin qui?


PUCK

(Leggendo, recitando esageratamente) Per primo fu l'amore, in cambio del suo consiglio gli ho prestato i miei occhi…che vorrà dire?


GIULIETTA

Se il buio non celasse il mio viso, mi vedresti arrossire per ciò che ho udito questa notte. Tu mi ami? So che risponderai di si. Se mi ami dimmelo con lealtà.


PUCK

Ti amo, con lealtà…


GIULIETTA

E se credi che io mi sia lasciata convincere troppo facilmente, mi farò scontrosa e cattiva, e ti respingerò se tu mi farai la corte. La verità è che sono troppo innamorata di te, per questo perdonami se nel buio della notte, mi sono lasciata conquistare in un baleno.


PUCK

Madama io vi giuro sulla benedetta luna che inarg…che inar-ge-nta… Cleopatra, stronza… che indora le cime di questi melograni…


GIULIETTA

No non giurare sulla luna!


PUCK

Va be…


GIULIETTA

Sull'incostante luna, che ogni mese si muta, a meno che il tuo amore non sia altrettanto incostante.


PUCK

Su cosa vuoi che io giuri?


GIULIETTA

Non giurare affatto, o se vuoi giura su te stesso, divino signore e io ti crederò.


PUCK

Che tocca fare…giuro sulla mia persona…


GIULIETTA

No, non giurare affatto, è troppo sconsiderato, troppo inatteso, troppo improvviso, troppo simile ad un lampo che acceca la vista quello che sta accadendo in questa magica notte... addio amore, che un dolce riposo scenda nel tuo cuore.


PUCK

Vuoi lasciarmi così arrapa…inarrapa(legge) inappagato?


GIULIETTA

Cosa vorresti ancora in questa notte?


PUCK

Che vorrei, vorrei…Che tu mi renda il tuo fedele pegno d'amore, in cambio del mio…pegno (fa per baciarla, Giulietta esce rinviene, Cambio Luce)
 

GIULIETTA

Ahhhhh! Ma dico sei impazzito! (Puck si è messo ad urlare e si è nascosto) Cosa volevi fare?


PUCK

E che volevo fare…Ero venuto a rimboccarle le coperte e darle il bacio della buonanotte.


GIULIETTA

Mi hai fatto paura…è da molto che sei qui?


PUCK

Giusto il tempo di pronarmi… di chinarmi su di lei…


GIULIETTA

Mi stavi per baciare. Che cosa succederebbe se io raccontassi tutto a lady Macbeth?


PUCK

(piangendo) non lo faccia la prego, mi farà a pezzi. Quella donna è terribile quando si arrabbia. La supplico, dimentichi questo incidente, il fatto è che lei è bella, bellissima, io non ho resistito…


GIULIETTA

Ti sei comportato in modo indegno…


PUCK

Lo so.


GIULIETTA

In un modo vergognoso…
 

PUCK

Mi dispiace.


GIULIETTA

In modo imperdonabile…


PUCK

Lo ammetto.
 

GIULIETTA

Però mi sei simpatico, e ti perdono.


PUCK

Grazie! Grazie lei è un angelo, un tesoro, sono commosso (fa per abbracciarla)


GIULIETTA

Che fai, ci riprovi?


PUCK

Mi scusi…l'entusiasmo…


GIULIETTA

Contieni i tuoi slanci, piuttosto dimmi cosa significa tutta questa storia, l'invito, la festa, Lady Macbeth, è tutto così strano.


PUCK

Io posso solo dire che Milady tiene molto a tutte voi, che ha iniziato a preparare questo avvenimento da un sacco di tempo e che vuole che tutto vada nel migliore dei modi.


GIULIETTA

Ma chi sono le altre invitate?


PUCK

Sono donne che lei conosce molto bene. Mi ha confidato che vi segue fin dalla nascita. In confidenza, parla di voi come se foste tutte figlie dello steso padre.


GIULIETTA

Ma cosa dici, questa è una follia!


PUCK

Non si arrabbi, io dico quello che sento, sento quello che si dice, riferisco quello che sento che si dice.


GIULIETTA

Certo che sei un bel tipo.


PUCK

Grazie per il complimento…lei è la più bella ragazza che io abbia mai visto…il cervello mi va in poltiglia quando la vedo girare per le stanze della villa, credo di essere innamorato!


GIULIETTA

(ridendo) va, va dolce amico mio, che un dolce riposo scenda nel tuo petto. (Puck esce, Giulietta si rimette a letto e si addormenta.)


BUIO
 

 

SCENA SECONDA

(Di fronte allo specchio)


CLEOPATRA

Se veramente è amore, dimmi quanto.


VOCE

Ben misero è l'amore che può essere calcolato…


CLEOPATRA

Che gran bugiardo, io ti conosco, Antonio sarà sempre Antonio.
 

VOCE

Ma pieno d'amore per Cleopatra, suvvia non sciupiamo il tempo con discorso acidi. Non c'è un minuto delle nostre vite che deve trascorrere senza qualche piacere. Litigiosa regina, ogni passione lotta in te per divenire bella. Vieni mia regina, ben lo desideravi ieri sera.


CLEOPATRA

Cesare ti chiama, non potrai fermarti qui. Lo vedi arrossisci, sai che è così. Oppure è Fulvia con la sua voce stridula a chiamarti a lei. Va Antonio, va da loro, vattene! Servitori a me! Servitori a me!!!!


PUCK

Servitori pronti!!! Milady mi ha mandato a chiamare?
 

CLEOPATRA

Come?
 

PUCK

No dico, la vostra signoria regale mi ha mandato a chiamare?


CLEOPATRA

Perché sei qui?
 

PUCK

Non ci siamo intesi…voi, Milady, avete invocato a gran voce la servitù.


CLEOPATRA

Allora non fare domande idiote, se sei qui è evidente che ti ho chiamato.
 

PUCK

Non fa una piega. In cosa posso esserle utile, Milady?


CLEOPATRA

Non riesco a chiudere la lampo del vestito.


PUCK

Grave problema, Milady.


CLEOPATRA

Credi di essere in grado di risolverlo, o pensi che la lampo sia troppo in alto per te?


PUCK

Posso sempre usare un rialzo, Milady.


CLEOPATRA

Chiudi la lampo e smetti di fare lo spiritoso.


PUCK

Come Milady desidera.


CLEOPATRA

Hai le mani fredde, potresti scaldarle un po’?
 

PUCK

La odio…con cosa vuole che le scaldi, Milady?


CLEOPATRA

Non ti viene in mente niente?


PUCK

È presto, Milady, ancora la caldaia non è partita, si accende automaticamente alle 16 e… (Cleopatra gli prende una mano)


CLEOPATRA

Senti come sono calde le mie mani…


PUCK

In effetti…


CLEOPATRA

Potresti usare me, per scaldare le tue mani.


PUCK

Sa che non si avevo pensato?


CLEOPATRA

E allora fallo, che aspetti?

 

PUCK

Siamo sicuri? Non è che dopo s'incaz…


CLEOPATRA

Fallo!


PUCK

Io vado… (fa per toccarla)


CLEOPATRA

Brutto viscido porco! Come osi! Pervertito che non sei altro!


PUCK

Lo sapevo, lo sapevo, questa è della stessa razza di quell'altra pazza schizzoide…e io ci casco sempre!


CLEOPATRA

Parlerò del tuo comportamento con Lady Macbeth!
 

PUCK

Vi prego Milady non fatelo, farò tutto quello che voi vorrete, ma non dite niente alla signora! Mi farà scannare se le raccontate la cosa!


CLEOPATRA

Fai schifo, sei un lurido vigliacco senza palle! Lustrami le scarpe.


PUCK

Perché ce l'avete con me, cosa vi ho fatto?


CLEOPATRA

Sei un uomo, questo basta.


PUCK

Che cosa vi hanno fatto gli uomini di così terribile per meritare questo?


CLEOPATRA

Non si sono mai fatti amare da me come io avrei voluto. Mi hanno abbandonata, se ne sono andati altrove, sempre.


PUCK

Lo credo bene.


CLEOPATRA

Come hai detto?


PUCK

No, dicevo, ma che razza di uomini vi siete andata a cercare?


CLEOPATRA

Uomini importanti, ambiziosi, sempre alla conquista di qualcosa. Hanno sempre preferito il lavoro, la loro carriera a me… (comincia a piangere) fammi accendere…mi hanno abbandonata, sempre, io davo loro tutta me stessa, subito, credevo così di legarli a me, credevo che non mi avrebbero abbandonata poi. E invece un bel giorno, in silenzio li vedevo prepararsi…sapevo che stavano rispondendo al richiamo…la cosa più penosa erano le promesse, i giuramenti…menzogne per rendere il boccone meno amaro…erano fatti così mi piacevano per questo…gli uomini rassicuranti, quelli con le spalle larghe mi hanno sempre annoiato, da subito…niente…è così…vedi come sono ridotta (ride isterica) sono qui a confessarmi a un povero servitore, un signor nessuno che mi guarda con la faccia da scemo.
 

PUCK

Signora io…


CLEOPATRA

Cleopatra, chiamami Cleopatra, ho rotto la diga, ti ho consegnato me stessa, puoi chiamarmi solo Cleopatra.
 

PUCK

Cleopatra, sei bellissima io volevo dirti…


CLEOPATRA

Non dire niente, potresti avermi in un istante, sono così odio la solitudine, il freddo che porta con se…sono debole Puck, sola e debole, ma tu sei onesto?


PUCK

Non ho capito.


CLEOPATRA

Non approfitteresti mai della mia debolezza, vero?


PUCK

Insomma, io lo faccio per lei, per il freddo che sente. Mi sacrifico per scaldarla…


CLEOPATRA

Ti prego non farlo, non rovinare tutto


PUCK

Ma insomma, io sono un uomo, la carne, i sensi, e via discorrendo…


CLEOPATRA

Ti prego no…


PUCK

Cazzo, cazzo, cazzo…ero lì, lì, mancava un tanto così…e sia restiamo amici…solo amici.

 

CLEOPATRA

Sapevo che avrei potuto fidarmi di te. Perché sono qui, cosa vuole da me quella donna?
 

PUCK

Non lo so, non lo so davvero…un segreto, un segreto vi unisce tutte a lei, un po’ di pazienza e saprete tutto, ancora un po’ e saprai, Cleopatra. 

 

 
SCENA TERZA 


Ofelia e Desdemona sono insieme.


OFELIA

Mi piace perché è cosi, strano, forse un po’ matto. Però mi prende, alle volte si fa odiare, altre volte diventa come un bambino, mi piace, mi piace così, non posso farci niente. Ho la sensazione di stare con più uomini allo stesso tempo.


DESDEMONA

Capisco, io non sono mai riuscita a trovare in un uomo tutto quello che volevo.


OFELIA

E come hai risolto il problema?


DESDEMONA

Più uomini alla volta, semplice anche se faticoso.


OFELIA

E come ti destreggi?


DESDEMONA

Ah, gli uomini, basta che tu gli dica che sono unici, "con nessuno come con te" e loro, beati bambini, ci credono. La vanità, mia cara, la vanità li frega.


OFELIA

Sei incredibile, io non ci riuscirei mai.


DESDEMONA

È facile, Ofelia, è più facile di quanto possa sembrare. A loro piace pensare di avere l'esclusiva, non la concedono mai, loro, ma amano pensare che noi invece gliela concediamo. Abbassano le difese, diventano noiosi, perdono brevemente tutti i pregi per cui li abbiamo scelti, tu ti illudi di poter rimediare cercandone un altro, ma la realtà è che non ce la fanno. L'unica possibilità e prendere da ciascuno di loro il meglio.


OFELIA

Ma così si può finire con l'avere tre o quattro uomini alla volta!


DESDEMONA

Oppure nessuno, ma questa non mi pare una prospettiva divertente.


OFELIA

Ma molti uomini sono gelosi, come la mettiamo con loro?


DESDEMONA

Evitandoli come la peste!


OFELIA

E tu ci sei riuscita?


DESDEMONA

Quasi sempre, ma la gelosia è un brutta bestia, è una specie di malattia con una incubazione imprevedibile, quando si manifestano i sintomi è già troppo tardi.


OFELIA

Bel problema, meglio la follia, quella si vede subito.


DESDEMONA

Alle volte il geloso diventa anche folle, e allora son dolori.


OFELIA

Sembra che tu te ne intenda, di gelosia.


DESDEMONA

Senti, perché non ne rolliamo un'altra e cambiamo discorso?


OFELIA

Sei una viziosa, va be facciamocene un'altra, ma tu non me la dai a bere, un sassolino dentro la scarpa ce l'hai, non lo puoi nascondere.


DESDEMONA

Ho un macigno sul piede, altro che sassolino, se proprio lo vuoi sapere, ma perché non mi parli ancora un po’ del bel mattacchione?


OFELIA

Il bel mattacchione, se lo sapesse che ne parliamo così, sai le scenate.


DESDEMONA

Non lo saprà, a meno che tu non sia una di quelle donne che racconta tutto al proprio uomo.


OFELIA

Sei la donna più uomo che abbia mai conosciuto!


DESDEMONA

Questa è bella! Non tentare di cambiare discorso, cosa è che turba i giorni del nostro?


OFELIA

Guai in famiglia, sembra che detesti il patrigno. (Lady Macbeth entra non vista, si mete ad ascoltare)


VOCE

Se questa troppo solida carne potesse fondersi! Se l'eterno contro il suicidio non avesse eretto un muro di peccato! A questo si doveva arrivare, mio padre morto da soli due mesi! E lei che si stringeva a lui come la fame si congiunge a nuovo cibo, lei ora giace a fianco al fratello di mio padre! Fragilità il tuo nome è donna!


OFELIA

Sconvolta una mente così nobile! Tu, l'esempio delle maniere, l'osservato da tutti gli osservatori, finire così, e io la più misera fra le donne che ho succhiato il miele delle tue promesse armoniose, ora assisto impotente al disordine della tua mente. Me infelice che ho visto quel che ho visto, che vedo quel che vedo!


DESDEMONA

Ehi, Ofelia, ma mi ascolti o no… mi sa che a te questa roba fa male, oh ma ci sei o no?


OFELIA

Come… che dici?


DESDEMONA

Dico che stavamo parlando di quello strano del tuo uomo, e sei andata in trance, secondo me sei un po’ sciroccata…che mi dicevi del baldo giovane?


OFELIA

Ha grossi problemi con il patrigno.


CLEOPATRA

Un classico, il giovane Edipo alle prese con la gelosia dell'altro, che palle!


OFELIA

Così mi offendi!


DESDEMONA

Scusa, ma è una storia che si ripete, e quello che più mi disturba è che questi signori, così impegnati a odiare, rimuginare, passano come schiacciasassi sulle persone che tentano di stare loro vicini.


OFELIA

In effetti…


DESDEMONA

Lo vedi, li conosco, gli irrisolti, i reduci da battaglie domestiche. Bambini rompicoglioni che pensano che tutto giri intorno alle loro tragedie infantili.


OFELIA

Ma a te gli uomini piacciono o no?


DESDEMONA

Mi fanno morire, mi piace come si muovono, il loro profumo, la loro essenza, mi piace toccarli, baciarli, mi piace far perdere loro il controllo, insomma hai capito no? Pensano sempre che sia merito loro, che ridere. Quando però vai in profondo, una noia mortale.


OFELIA

Sei terribile…però devo dire che rileggendo la mia storia da questo punto di vista, ammetto che tutto assume una luce diversa. Quindi sei una donna difficile da intrappolare?


DESDEMONA

Sì, sono una donna difficile… (Entra Lady Macbeth)


LM

Non dia retta a quello che le vorrebbe far credere, è una ragazza incantevole la nostra Desdemona, ma vuol dare di se un immagine diversa dalla realtà.


DESDEMONA

E cosa ne sa lei della mia realtà?


LM

Ragazze mie, le realtà sono sempre le stesse, sono state scritte da qualcuno, ognuno di noi nasce con la realtà scritta, a noi è andata così.


OFELIA

E chi sarebbe quello che mi ha scritto la storia?


LM

Un uomo, mia cara, soltanto un uomo metterebbe una donna come te in una situazione come quella in cui vivi.


OFELIA

Un uomo, a me piacciono gli uomini. Mi fanno morire, mi piace come si muovono, mi piace il loro profumo… (Desdemona scoppia a ridere)


LM

Anche a me, mia cara, ma all'uomo di cui sto parlando le donne non piacevano, altrimenti io e voi non saremmo qua adesso.


DESDEMONA

Lo sa che a me tutti questi misteri mi stanno facendo arrabbiare, non ne posso più, cosa vuole da noi?


LM

Non ti inquietare, sei qua, servita e riverita, hai conosciuto delle bellissime donne, porta pazienza ancora un pò e saprai, andate, e ricordate che preferirei non si fumasse in casa mia (escono, LM si precipita sullo spinello e lo fuma avidamente)


BUIO

 


SCENA QUARTA

GIULIETTA

Te ne vuoi già andare? Non è ancora giorno, è il canto d'un usignolo quello che ti ferisce l'orecchio e non d'una allodola, credimi amore è un usignolo. 


VOCE

No. è un'allodola che annuncia il giorno, il buio della notte è ormai consumato, e in punta di piedi il giocondo mattino fa capolino dalle cime nebbiose delle montagne.


GIULIETTA

Quella non è la luce del giorno, io lo so, è una meteora irraggiata dal sole che ti indichi la strada per arrivare a Mantova. Rimani ancora ti prego.


VOCE

Se parto sarò vivo, se resto sarò morto, in verità ho più desiderio di restare che di andarmene, vieni dunque morte e sii la benvenuta, Giulietta vuole così. Va bene anima mia? Discorriamo non è ancora giorno.


GIULIETTA

Sì, sì, è giorno va, va, vattene subito! Ora la riconosco, è l'allodola a cantare così. Vattene! Vattene, c'è sempre più luce! Vattene! Romeo Vattene! (esce Romeo, entra LM)


LM

Giulietta svegliati!


GIULIETTA

Deve andarsene, deve fuggire o lo uccideranno!


LM

Calmati, era un sogno, un brutto sogno.


GIULIETTA

Era qui, era tutto così reale.


LM

Era un sogno, mia cara, ma tu non puoi continuare con quel ragazzo. Lui ti porterà alla fine, è un debole, non ne vale la pena credimi.


GIULIETTA

Io lo amo.


LM

Ah, l'amore, l'amore. Che Dio vi benedica, voi e l'amore! Quello ti porterà alla morte. Non arriverà mai in groppa ad un cavallo bianco per portarti via. È un vigliacco, un senza palle. Apri gli occhi, l'amore non conosce barriere.


GIULIETTA

Signora, io non so perché lei conosca tutto ciò che mi riguarda, ma visto che è così informata saprà anche che le nostre famiglie non vogliono che io e lui ci vediamo?


LM

E voi fregatevene, andate a vivere da soli, lavorate, amatevi.


GIULIETTA

Non è possibile, ce lo impediranno.


LM

Ma di che razza di amore stai parlando, piccola bambina senza storia! Io ho conosciuto un uomo che per amore era disposto a tutto, niente lo fermava, io, io soltanto avevo il potere di calmarlo. Un uomo, un uomo vero, non un ragazzetto tremante che pensa solo all'aiuto di fughe e fattucchieri.


GIULIETTA

Lei non ha il diritto di…


LM

Si che ce l'ho, piccola, ne va della tua vita, io lo so, ne va della tua vita!


GIULIETTA

Lei deve essere pazza.


LM

No, non io. Pazzo è chi vi ha ridotto in queste condizioni. Un pazzo maniaco, un impotente.


GIULIETTA

Di chi state parlando?


LM

Un uomo, un essere straordinario, un genio. Che però si è permesso di trattare le donne in modo indegno. Per questo la deve pagare. Per questo io gliela farò pagare.


GIULIETTA

Signora si calmi, tutto questo odio può fare male. 


LM

Bambina cara, l'odio è un sentimento nobile. Come tutti i sentimenti nobili, da solo basta a giustificare un'esistenza.


GIULIETTA

Quello che dice mi fa paura, cosa vuole da noi?


LM

Da voi voglio solo che mi ascoltiate, che giudichiate in base a quello che sentirete. Sono sicura che sarete d'accordo con me. Siete una giuria, una giuria interessata, per questo da voi sono sicura di ottenere una condanna senza appello.


GIULIETTA

Ma chi dobbiamo giudicare?


LM

Non essere impaziente. Tutto avverrà a tempo debito. Dormi bambina mia, ancora un pò e sarai felice, dormi.


BUIO
 


SCENA QUINTA
 

LM

Ah finalmente, eccoti qua. Pensavo che avresti continuato a giocare a nascondino con le mie ospiti.


SHAKESPEARE

E' difficile per me resistere alla tentazione di incontrare una delle mie figlie predilette.


LM

Figlia prediletta, hai fatto di me l'immagine stessa della cattiveria, dell'ambizione folle e mi vieni a parlare di figlia prediletta.


SHAKESPEARE

Lo sei, cara Lady Macbeth. Io amo te come pochi altri personaggi da me creati.


LM

Sei un lurido egoista, ti sei mai chiesto come io volevo essere? Hai mai pensato solo per un momento a quello che questa donna avrebbe voluto essere?


SHAKESPEARE

Ma tesoro mio, io avevo bisogno di te per come io intendevo che tu fossi, avevo bisogno di te come sei, come sarai sempre, per l'eternità.


LM

No! No, io non voglio, non dirlo neanche per scherzo! Io non voglio essere così.


SHAKESPEARE

Non hai scelta. Tutte le volte la stessa storia. Tu sei Lady Macbeth, una mia creatura. Una donna cattiva, folle, ambiziosa e lussuriosa. Nessuno può cambiare questo stato di cose. Chi ci ha provato è andato incontro ad interpretazioni della realtà a dir poco grottesche. Tu stessa lo sei quando tenti di negare questa evidenza.


LM

Io ti odio.


SHAKESPEARE

Ecco, in questo sei perfetta.


LM

Vorrei vederti morto.
 

SHAKESPEARE

Perfetto.


LM

Vorrei che qualcuno ti tagliasse la gola e mi portasse la tua testa su un piatto.


SHAKESPEARE

Perfettamente in parte.


LM

Te la farò pagare, giuro che la pagherai.


SHAKESPEARE

Perché non ti rassegni. Sei un'opera di fantasia. Sei perfetta nella parte che io ti ho assegnato. Non puoi essere un'altra.


LM

Non voglio, non voglio…io ti ucciderò, dovesse essere l'ultima azione della mia vita.


SHAKESPEARE

Tu non compirai mai l'ultima azione, sei immortale. Immortale e uguale nei secoli.


LM

Non può essere, è insopportabile. Vincerò questa partita. Dovrai scrivere per me un'altra storia.


SHAKESPEARE

Sai che non lo farò.


LM

Io ti obbligherò, se sei un uomo, domani sera, allo scoccare della mezzanotte verrai alla mia festa. Li sarai giudicato da una giuria di tue creature. Se hai un briciolo di onore, accetterai il verdetto qualunque esso sia.


SHAKESPEARE

Ci sarò.


LM

Bene, benissimo. Cancellerò dal tuo viso quell'eterno sorriso di superiorità. Ti vedrò tremare come un bambino, dovrai implorarmi per avere clemenza.


SHAKESPEARE

Cara Lady Macbeth, non ti arrendi mai. Sei una creatura veramente perfetta. Mi rendi orgoglioso.


LM

Vattene lurido porco. Maledetto scribacchino. Sporco imbratta carte. La tua storia sta per finire. Sarò io a scriverne una nuova.


SHAKESPEARE

Arrivederci amore mio, a presto.


BUIO
 

 

SCENA SESTA

 

PUCK

Eccoci dunque giunti alla grande sera. Oggi si è superata, sembrava tarantolata, Puck!! Prendi quello, Puck sposta questo! Puck che tu sia maledetto! Puck sei lento! Sei scemo sei un topo, un rospo e via con tutto lo zoo. (apre la cassapanca) la odio dal più profondo della mia anima, ma non riesco a liberarmene. Potenza della cattiveria. Se potessi le darei una botta in testa, ma non riesco a trovare il coraggio. Lo so che tu pensi che sono un vigliacco, un senza palle. (entra Giulietta) Su avanti dimmelo, dimmi che sono un povero senza palle. So che lo pensi, dimmelo allora, avanti dimmi che sono un uomo senza coglioni, dimmelo che sono un senza palle…


GIULIETTA

Se proprio insisti, Puck, senza offesa, ma per me sei un senza palle.


PUCK

Non ho capito.


GIULIETTA

No dico, sei un senza palle.


PUCK

Gentilissima fanciulla, il fatto che io sia perdutamente innamorato di lei non l'autorizza a prendersi delle libertà a proposito dei miei attributi maschili.


GIULIETTA

Non mi sarei mai permessa, se tu non me lo avessi chiesto con tanta insistenza.


PUCK

Ma io non parlavo con lei.


GIULIETTA

A no? E con chi allora?


PUCK

Con il signore, con il mar…ehm parlavo da solo si, che c'è di strano?
 

GIULIETTA

Assolutamente nulla. Il mondo è pieno di uomini che si dicono da soli di essere senza palle, anche il mio fidanzato se lo dice spesso.


PUCK

Non mi parli del suo fidanzato sono geloso.


GIULIETTA

Ah! Puck, mio caro, io non sopporto la gelosia, è un sentimento da esseri inferiori…ho dimenticato una cosa torno subito. (esce)


PUCK

Sei uno stupido, uno scemo, sono geloso, no! Sono un'idiota! Ho perso mille punti con quella cretinata (apre la cassapanca, non vista entra Cleopatra) avanti puoi dirlo, dimmi che sono un'idiota, un immenso imbecille, uno stupido!


CLEOPATRA

Non implorarmi, posso dirti molto di più! Sei il più insignificante insetto che abbia incontrato, un topo di fogna, un inetto, stupido, insignificante, privo di coglioni! (entra Giulietta)


GIULIETTA

Ah, non ti bastava che te lo dicessi io, hai voluto delle conferme.


CLEOPATRA

Come sarebbe a dire?


GIULIETTA

Sembra che oggi il nostro Puck abbia dei problemi con la sua virilità e vuole che tutti lo sappiano e glielo confermino.


PUCK

(Da solo, mentre non vista entra Ofelia) che figura di merda! Che ignobile figura da deficiente. È così, non c'è niente da fare io sono semplicemente un imbecille.


OFELIA

Non me ne sono accorta.


PUCK

Di che?


OFELIA

Cosa?


PUCK

Mmmm, di cosa non si è accorta?


OFELIA

Della tua imbecillità.


PUCK

Mi ha sentito?


OFELIA

Si ho sentito, ero qui, non potevo non sentire…anche volendo.


PUCK

Oggi è veramente una giornata da oscar, sto collezionando figure da coglione una dietro l'altra, roba da guinnes dei primati. (entra Desdemona) Mi sono preso del topo di fogna, dell'inetto, del senza palle, del cretino, poi ancora imbecille, rospo, omuncolo, cretino…


DESDEMONA

Beato chi conosce i suoi mali!


PUCK

An plain! Strike! Ci siamo tutti? Posso ritenere conclusa la giornata più nefasta della mia vita?


LM

(da fuori) Puuuuck!!!! Piccolo incapace! Rincretinito di un servitore. Imbecille da competizione! Mentecatto! Avrei una gran voglia di strapparti le palle e ficcartele… (entra) perdonatemi signore, non sapevo che foste già scese…


PUCK

Non preoccupatevi Milady, sanno già tutto.


LM

Come sarebbe?


PUCK

Intendevo dire che le signore sono a conoscenza di tutti i miei pregi, mi sono premunito di informarle di persona.


LM

Non capisco, ringrazia Dio che non ho tempo di approfondire. Servici da bere e da mangiare, voglio che la nostra festa abbia inizio. Eccoci qua amiche mie, la festa tanto attesa sta per iniziare. Sono molto, molto eccitata. Siete bellissime, è un piacere avere amiche belle e affascinanti come voi.


CLEOPATRA

Ora finalmente sapremo il motivo di tutta questa storia.


LM

Spero che tutto sia di vostro gradimento, ho curato tutto nei minimi particolari, questa per me è una serata importantissima. (entra Puck con un vassoio)


CLEOPATRA

Senta signora, io apprezzo molto la vostra ospitalità, ma siamo qua da quattro giorni, non si è visto un uomo, a parte quell'inetto del Maggiordomo…


PUCK

Sono lusingato Lady Iron.


LM

Non ti permettere mai più di rispondere con quell'impertinenza a una delle mie ospiti! Perdonalo, è un maleducato.


CLEOPATRA

Dicevo che se a questa misteriosa festa fossero stati invitati anche degli uomini sarebbe stato tutto più divertente.


OFELIA

Tu e gli uomini…ma non sai pensare ad altro.


DESDEMONA

(a Cleopatra) Non ci fare caso, lei è fatta così.


LM

Ofelia ha ragione, cara Cleo. Con gli uomini bisogna saperci fare, e scusami se mi permetto, ma da questo punto di vista non sei gran che capace.


CLEOPATRA

Senta signora, io sono già molto, molto annoiata, e queste sue continue insinuazioni su questioni private mi hanno scocciato. Ho cose più importanti da fare che stare qui a perdere tempo in questa specie di collettivo femminista.


LM

Calmati amica, cosa hai da fare di importante, devi tornare a casa a vedere se il tuo attuale oggetto del desiderio ha fatto ritorno?


CLEOPATRA

Non ti permetto di continuare…


LM

Tu devi portarmi rispetto, non ti ho permesso di darmi del tu!


GIULIETTA

Calmatevi, su avanti Cleopatra, non essere così nervosa, sono sicura che se siamo qua ci sarà un buon motivo, e poi la signora è così gentile con noi.


DESDEMONA

Su avanti, in fin dei conti non siamo state male fino a adesso.


OFELIA

E poi qua è tutto così strano…a me piace.


CLEOPATRA

Figuriamoci se non piaceva a te. Ma ti è mai interessato capire qualcosa di chiaro, di normale, a te?


OFELIA

Che vuoi dire?


DESDEMONA

Finiscila un po’, è molto buono questo aperitivo con cosa è fatto?


PUCK

L'ho comprato già fatto al bar difron…


LM

Puck!


PUCK

Fatto con le mie mani sotto l'esperta guida della signora.


LM

Puck, va a controllare che in cucina sia tutto a posto, all'ora stabilita servi la cena. (Puck esce) Ragazze è giunta l'ora di svelarvi il vero motivo della vostra presenza. Come avete avuto modo di capire, io so di voi molte cose, perché siete inconsapevoli protagoniste, come del resto io stessa, di storie già scritte. E siccome ritengo queste storie siano indegne di essere vissute, vi ho fatte venire qua per processare e condannare l'autore di questi abominevoli misfatti.


CLEOPATRA

Lo sapevo di essere finita in un covo di matti. Piacevole o no che sia, io la mia storia non me la sono fatta scrivere da nessuno.


LM

Tu mi piaci Cleopatra, ti voglio bene perché mi ricordi come ero da giovane. Anche a me piacevano le storie difficili, anch'io bramavo per una vita eccitante. Solo che tutto questo non era il mio vero desiderio, ma quello di un maledetto scrittore inglese.


CLEOPATRA

Devo dire che all'inizio tutta questa messinscena mi affascinava, ora la trovo noiosa e patetica.


DESDEMONA

Io invece sono incuriosita. In fin dei conti la signora ci ha fatto capire di sapere molte cose di noi, io non sono una che va in giro a sbandierare i propri fatti.


LM

Anche tu mi piaci, la tua falsa ingenuità, la tua curiosità e la tua praticità mi hanno sempre meravigliato.


CLEOPATRA

Insomma quanto dovremo aspettare ancora per sapere cosa stiamo facendo in questo posto.


GIULIETTA

Lady Macbeth, è convinta che le scelte della nostra vita non dipendano da noi, ma che siano la conseguenza di scelte altrui.
 

OFELIA

Tutti abbiamo un destino segnato, immutabile, ineluttabile e….


CLEOPATRA

Io a te non ti reggo, ma da quale cazzo di manicomio sei uscita!


LM

Ti prego, modera il linguaggio, lei è fatta così, magari avrebbe voluto assomigliare a te, ed invece eccola qui, fragile, innamorata e sensibile. Nel suo personaggio è perfetta, come tutte noi del resto.


DESDEMONA

Ma di cosa sta parlando, quali personaggi.


LM

Personaggi, personaggi mia cara. Opere di fantasia, frutto di una mente geniale. Una mente geniale e crudele come solo quella di un teatrante sa essere. Voi credete di esistere, di avere delle vite proprie, di aver operato delle scelte, e invece siete il meraviglioso frutto di una mente geniale che vi ha creato per i suoi scopi, che non si è preoccupato di voi in quanto esseri umani, ma solo in virtù della trama di una sua tragedia.


GIULIETTA

Signora fino ad adesso ero disposta a seguirla ma adesso basta, da ora in poi non sono più disposta a sopportare.


CLEOPATRA

Finalmente ti sei svegliata, e voi che aspettate, andiamocene da questo posto. Io questa non la sopporto più.


OFELIA

Aspettate, io ho sentito qualcosa stando in questo posto. Ho avvertito sensazioni che mi hanno riportato indietro con la memoria, non può essere solo suggestione…


CLEOPATRA

Senti, se vuoi restare nessuno te lo impedisce, io mi sono rotta, e se vuoi sapere come la penso, tu e la signora secondo me siete della stessa pasta, siete due sciroccate con un gran bisogno di una lunga serie di sedute psicanalitiche. (entra Shakespeare)


SHAKESPEARE

Ai miei tempi non esisteva.


CLEOPATRA

Cosa?


SHAKESPEARE

La psicanalisi, vivere era molto, molto più semplice. Meno domande, poche risposte. I sentimenti dominavano le vite delle persone.


OFELIA

E lei chi è?


LM

È uno scrittore, un grande scrittore, forse il più grande.


SHAKESPEARE

Grazie, come vedi ho mantenuto la promessa.


LM

Lo sapevo che saresti venuto.


CLEOPATRA

Sembrate il gatto e la volpe. Potete farci partecipi della vostra conversazione?


SHAKESPEARE

Sono stato invitato dalla padrona di casa.


CLEOPATRA

Già che c'era ne poteva invitare altri quattro, di uomini dico, magari meno presuntuosi di mister X.


LM

Dovresti essere meno impertinente e portare rispetto a tuo padre.


CLEOPATRA

Mio padre! Ma dico, la volete finire di dire stronzate. Io me ne vado.


SHAKESPEARE

No, aspetta. Lady Macbeth, credo sia arrivato il momento di spiegare alle signore il motivo della loro presenza.
 

LM

Ebbene, care ragazze dovete sapere che io e voi siamo delle creature nate dalla fantasia e dalla vena creativa di quest'uomo.


DESDEMONA

Insomma le nostre vite sarebbero state inventate da lui? Ma vi rendete conto dove ho perso quattro giorni della mia vita!


CLEOPATRA

Sono contenta che anche tu la pensi come me.


LM

Sentite, io odio quest'uomo. Odio quello che lui ha fatto di me. Io vi ho fatto venire qua perché voglio che lo giudichiate. Mi ha dato la sua parola d'onore che accetterà il vostro verdetto qualunque esso sia, è così vero?


SHAKESPEARE

Certo, a patto che anche tu accetti la loro decisione.


LM

Non puoi fare a meno di sfidarmi, va bene accetto.


CLEOPATRA

Non ci posso credere, devo essere impazzita.


OFELIA

Calmati, io mi sto divertendo, ascoltiamo, possiamo sempre andarcene…vero?


SHAKESPEARE

Io non ho motivo di trattenervi.


LM

Ragazze, io so di voi molte cose. Siete infelici, vivete una vita che non vi appartiene, io so che non siete felici. La causa, l'unica causa della vostra infelicità è qui davanti a voi. potete decidere di schiacciarlo, di costringerlo a cambiare il vostro destino. Nelle vostre mani avete un potere immenso.


GIULIETTA

Ma che dice?
 

SHAKESPEARE

Ho scritto molto, in gioventù…mi pagavano, ed io scrivevo. Allora come oggi c'erano delle storie che andavano, che attiravano pubblico. Ed io scrivevo ciò che allora andava.


DESDEMONA

E questo cosa c'entra con la nostra vita?


SHAKESPEARE

Questo ce lo deve spiegare la nostra Signora.


LM

Come che c'entra? Ma non avete capito? Tu Desdemona vivi oppressa da un uomo che ti opprime con la sua gelosia, che non rispetta la tua libertà. Non dirmi che tutto questo ti piace! E tu Ofelia, torturata da quel folle che rende ogni istante della tua vita insopportabile!


OFELIA

Non è cosi, io…


LM

Giulietta, la tua famiglia che non ti permette di amare chi vorresti, lui che non riesce a comportarsi da uomo! E tu Cleopatra con la tua brama di potere, continuamente alla ricerca di amore. Non capite che tutto questo è opera sua?


CLEOPATRA

Tu sei solo una pazza!


LM

No pazza sei tu, accecata dal bisogno d'amore che lui ha messo in te!


SHAKESPEARE

Lasciala parlare. Ascolta quello che ha da dirti.


CLEOPATRA

Senti, devi sapere che non c'è un istante della mia vita che io non abbia scelto di vivere. Non uno solo!


LM

Questo lo credi tu!
 

GIULIETTA

Lasciate parlare lui. Forse ha da dirci qualcosa di importante.


SHAKESPEARE

Scrivevo storie. Le scrivevo alla fine del seicento. Cara Lady Macbeth i tempi son cambiati, fortunatamente. Ma allora le cose, soprattutto per le donne erano molto diverse. Ho creato personaggi immortali, è vero. Ma erano dei personaggi. Erano a quel modo, punto e basta. Ma i tempi cambiano. Le storie possono cambiare. Io non so che dirti, ma mi pare che qui tu abbia un problema.


LM

Non è così, avanti Desdemona, digli che ami Cassio, digli che Otello ti ha soggiogata con la sua sensualità, digli che lo odi per la sua gelosia! Diglielo!


DESDEMONA

Lei è pazza. Pazza da legare. Io ho scelto il mio uomo, lo amo per come è. È geloso, ma mi piace anche per questo. Non capisco cosa vuole da me.


LM

No! Tu sbagli! È sbagliato! È sbagliato! E tu Giulietta diglielo che odi la tua famiglia, digli che vorresti un uomo coraggioso e non un vigliacco senza palle!


GIULIETTA

Adesso basta! Chi le dà il diritto di continuare! Io ho scelto di stare con lui! Amo i miei genitori!


LM

Morirai per questo! E anche tu Ofelia finirai per l'ucciderti a causa del tuo uomo! Non avete capito! Questo maledetto è un sadico! Un maschilista! E lui che vi sta distruggendo la vita!


OFELIA

Basta! la faccia tacere!


SHAKESPEARE

Lady Macbeth, mi pare che il tuo piano per eliminarmi stia rivoltandosi contro di te. Effetto boomerang si dice oggi. Sei l'unica che imperterrita continua a vivere una storia che non le piace. Ho scritto storie tragiche, altre comiche, ho inventato personaggi che sono nella storia…ma è roba vecchia, datata si direbbe oggi. Roba di allora. Queste ragazze vivono ora, altra storia. Oggi si vive in modo diverso. Per certi aspetti, migliore. Autodeterminazione, presa di coscienza, libertà di scelta, concetti nuovi affascinanti. Devo dire che, a mio modesto avviso, abbassano un po’ il livello poetico della vita. Mi annoio spesso leggendo cose di questo tempo. Oggi si vive più velocemente e in generale si soffre di meno. E le donne, eh le donne, per loro è davvero tutta un'altra storia, o quasi. Non è vero ragazze?


LM

Non ci provare, non giocare scorretto. Non hai il diritto di parlare. Devi essere giudicato. Io sono il giudice e loro la giuria. Tu parli solo quando io ti concedo di farlo.


CLEOPATRA

Ma te lo vuoi mettere in testa che io non voglio giudicare nessuno!


GIULIETTA

Non mi va neanche a me. Non mi pare che abbia fatto nulla di male. Ho dei problemi, è vero, ma chi è che non ne ha? Io non vivo male.


OFELIA

Signora, le devo dire che io non abbandonerei mai il mio uomo, lo amo, capisce?


LM

No! Non puoi, non capisci che è opera sua! Che è tutta una sua invenzione, ti porterà male! Molto male.


CLEOPATRA

Che razza di portasfiga che è questa! Ma che problemi hai si può sapere?


LM

Il mio problema è lui. Lui mi ha creata, e io non voglio essere come sono!


DESDEMONA

Ma perché non ti metti il cuore in pace!


LM

Piccola schifosa non darmi del tu! Non ci provare neanche! Maledetta sguardrinella!


SHAKESPEARE

Adesso basta! Siediti e stammi a sentire, anche voi ascoltatemi. Cara Lady Macbeth, non ti rendi conto che sei l'unica qua che non si accetta per quello che è. Io ho scritto la storia di una donna sadica, ambiziosa, pazza e lussuriosa, ce ne sono, ovunque di persone come te. C'erano ai miei tempi, ci sono adesso. Sono così. Il bello è che possono decidere di cambiare, di dare un nuovo corso alla loro vita. Si guardano dentro non si piacciono e, se vogliono, possono cambiare. Tu sei schiava di un'immagine di te stessa, un'immagine che probabilmente ti piace, alla quale sei attaccata. Molti vivono male e pur di non ammettere di sbagliare si inventano falsi incidenti, nemici invisibili, problemi di infanzia. Le nostre amiche qua vivono le loro vite, hanno dei nomi, casualmente nomi famosi, casualmente hanno storie che io e te conosciamo. Ma sono storie comuni. Storie di sentimenti puri. Storie di amore, di seduzione, di gelosia, di intrighi familiari, di contrasti razziali, storie di vita. Io le scrivevo allora. Se le avessi scritte oggi, probabilmente sarebbero diverse. Oggi sarei uno sceneggiatore, un autore di film, di serial tv, e chissà forse anche di qualche bella soap opera, vanno di moda. Gli autori debbono mangiare. Ma tu pensa che tristezza se uno qualsiasi si immedesimasse davvero in uno di questi personaggi che vanno di moda, non riesco a pensare a niente di più alienante. Le regole della scrittura, i canoni estetici, ci impongono personaggi facilmente decifrabili, tutti debbono potersi identificare, trovare in essi qualcosa di proprio. Il segreto è tutto qua.


LM

Non fare il furbo, cosa vorresti insinuare, tutte noi qua siamo schiave di quello che tu hai deciso per noi. Io e tutte loro!


CLEOPATRA

Ma insomma basta! Io non sono schiava di un bel niente. Io ho amato, probabilmente ho sbagliato, ma io rifarei tutto quello che ho fatto. Io ho scelto di essere come sono, la mia vita, i miei uomini, sono frutto di scelte mie, personali, libere. Io non ho più niente da fare qua, mi dispiace ma mi sono rotta, io ho da fare. Signore è stato un vero piacere conoscerla, anche voi, siete speciali, spero di vedervi ancora, e tu povera paranoica fatti vedere. È un consiglio, tu non stai bene. (esce)


LM

Non ti permettere di usare quel tono! Non osare mai darmi del tu! Povera ragazza senza futuro!


GIULIETTA

Me ne vado, io non capisco cosa voglia ancora da noi. È un peccato che una donna come lei si sia ridotta così. Ma ognuno è arbitro del suo destino. Arrivederci amiche è stato un piacere.


DESDEMONA

Aspettami Giulietta! Io non ho più nessun motivo di restare qua, vengo con te. (a Ofelia) e tu che fai? Resti?
 

OFELIA

Io non so, vorrei capire. Io ho sentito qualcosa, ho sentito una presenza…e anche voi, me lo avete detto…


GIULIETTA

Si ma…


OFELIA

Io non ho capito.


SHAKESPEARE

Hai sentito quello che ognuno di noi ha dentro, hai sentito la voce dell'anima, una voce che si nutre di sentimento, una voce priva di razionalità. Sono le voci del cuore, le voci che dovremmo fermarci ad ascoltare. Va Ofelia, e anche voi andate. Fuori da qui tutto è vita, va, lascia che la morte porti con se chi morto lo è già. Lasciaci soli. (escono Ofelia, Giulietta e Desdemona) Lady Macbeth io me ne vado, qui ho finito. So che tutto questo non è servito a niente, so come sei, l'ho saputo da sempre, so che ci rivedremo presto. Alla prossima come si dice in teatro. Cara Signora alla prossima. (esce lady Macbeth si dirige verso la cassapanca prende il manichino, parte la musica e si mette a ballare entra lentamente Puck con il vassoio della cena in mano. Guarda LM che balla. Appoggia i vassoio sul tavolo e comincia a mangiare. Improvvisamente LM appoggia il manichino su una sedia. Fa cenno a Puck di avvicinarsi lo prende per mano e iniziano a ballare, lentamente cala il


BUIO


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

 


 


 

 



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